Apocalissi postmoderne. Cultura di massa e immaginario degli anni Ottanta

Riferimento: 9788835175902

Editore: Franco Angeli
Autore: Silei Gianni
Collana: Fondazione studi storici Filippo Turati
In commercio dal: 03 Febbraio 2026
Pagine: 224 p., Libro in brossura
EAN: 9788835175902
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Descrizione

Il Novecento è stato un secolo di molteplici e spesso violenti spartiacque, che per questo motivo sono stati spesso associati al concetto di apocalisse. All'interno di esso, gli anni Ottanta hanno rappresentato la cerniera, il definitivo passaggio tra la modernità e la post-modernità. La lettura ancora oggi prevalente di questo decennio, soprattutto veicolata dalla cultura popolare e dai media mainstream, è quella di una stagione spensierata, pervasa da un ottimismo e da un individualismo edonistico e materialistico in totale controtendenza rispetto al recente passato. Secondo questa interpretazione, dopo la stagione della mobilitazione collettiva, dopo gli anni bui della recessione, delle violenze e del terrorismo che avevano accompagnato la fine di quella che Hobsbawm ha definito golden age l'Occidente scelse di ripiegarsi nel privato, nell'effimero, in una sorta di carpe diem catartico. In realtà, dietro la patina scintillante si celava più di un'ombra. Questo libro si concentra sulle modalità con cui una parte della cultura di massa occidentale descrisse l'irrompere della postmodernità. Alcuni degli eventi più significativi degli anni Ottanta vengono qui analizzati in rapporto con il contesto culturale di allora con l'obiettivo di cogliere alcuni aspetti delle trasformazioni, in primo luogo sul piano dell'immaginario collettivo, che essi produssero. Stretto tra i critici anni Settanta, seguiti allo spartiacque del Sessantotto, e gli illusori anni Novanta, evaporati con il crollo delle Torri Gemelle, quel decennio, insieme agli spiriti animali che lo incarnarono, rappresentò un momento di passaggio decisivo da un mondo ad un altro. Un'apocalisse culturale destinata ad influenzare in maniera decisiva, nel bene e nel male, l'incerto e cupo inizio del terzo millennio.