Italia barbara

Riferimento: 9788836821556

Editore: Passigli
Autore: Malaparte Curzio
Collana: Biblioteca Passigli
In commercio dal: 30 Gennaio 2026
Pagine: 168 p., Libro in brossura
EAN: 9788836821556
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Descrizione

Il 1925 è l'anno del Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile, che Curzio Malaparte sottoscrisse, ed è lo stesso anno in cui lo scrittore toscano affidò Italia barbara, forse la sua opera più vicina al fascismo, alla casa editrice di Piero Gobetti, fervente antifascista. Certamente colpisce che il primo editore del libro sia stato il grande intellettuale torinese, che di lì a poco trovò la morte in Francia, ove fu costretto a riparare a causa delle persecuzioni subite dai fascisti, ma tra i due uomini vi fu sempre, sin dal 1922, una solida e profonda amicizia intellettuale che superava le divergenze politiche del fascista imperfetto Malaparte e del liberalista eccentrico Gobetti, che accompagnò la sua edizione del volume con una nota destinata a divenire celeberrima: «Presento al mio pubblico il libro di un nemico... la più forte penna del fascismo». Italia barbara è, nelle parole di Francesco Perfetti che firma l'esauriente studio introduttivo a questa nostra edizione, «una raccolta di saggi solo apparentemente eterogenei ma in realtà fra loro coordinati da una comune visione... di una Italia barbara, cioè di una Italia antica, tradizionale, storica, popolaresca, ingenua», che viene contrapposta a quell'Europa cosiddetta civile, frutto della «modernità trionfante delle nazioni dell'Occidente e del Settentrione». Una polemica contro la modernità, dunque, cui si aggiunge una visione critica del nostro Risorgimento che si innesta sul filone revisionistico iniziato proprio in quegli anni. Un'opera insolita che all'epoca della pubblicazione suscitò scalpore tanto tra i fascisti quanto tra gli antifascisti, ma ancora oggi fondamentale per capire il clima e le contraddizioni in cui maturò il consenso verso il Regime.