Perché non si può non fare politica industriale. Potere, geoeconomia e catene globali del valore

Riferimento: 9788835194880

Editore: Franco Angeli
Autore: Sodano Tiziana
Collana: Orizzonti
In commercio dal: 27 Ottobre 2026
Pagine: 174 p., Libro in brossura
EAN: 9788835194880
24,00 €
Quantità
Disp. in 5/6 gg lavorativi

E-Book non acquistabile

Descrizione

«Un contributo prezioso in materia di geoeconomia» (dalla prefazione di Luigi Paganetto). Dazi, sanzioni, armi, alleanze, energia, materie prime critiche. Titoli e slogan mettono ordine: amici da una parte, nemici dall'altra; nel mezzo, possibilmente, nessuna domanda. Ma un alleato condivide sempre i nostri interessi? Quanto costa seguirlo? Quando l'efficienza diventa dipendenza? La geopolitica entra in fabbrica: un'impresa può perdere un mercato senza aver sbagliato prodotto, prezzo o qualità. Ecco perché non si può non fare politica industriale: ciò che lo Stato finanzia, disciplina o trascura orienta comunque capacità e specializzazioni. Anche il mercato è un'istituzione: le sue regole, spesso scritte altrove, e i rapporti di forza possono fissare il posto di un paese nella divisione internazionale del lavoro. Portare la politica industriale fuori dall'ombra significa almeno esporne fini e priorità al confronto democratico. Nella geoeconomia delle dipendenze strategiche, istituzioni e ambizioni di potenza plasmano politiche industriali diverse: gli Stati Uniti convertono mercati e tecnologie in potere; la Cina cresce dentro l'ordine economico globale, poi prova a riscriverne le regole; il Giappone coordina con metodo e tenacia; l'India trasforma la propria scala in libertà di manovra; la Russia mostra forza e limiti della coercizione. Cooperano, competono e si invischiano in doppi legami. I semiconduttori sono il banco di prova: nessuno controlla l'intera filiera, ma ogni nodo insostituibile - dalle macchine che pochi sanno costruire ai materiali che pochi vogliono raffinare - può diventare leva geopolitica. Chi ha il potere: chi fabbrica i chip o chi può impedire agli altri di farlo? Infine l'Italia, dentro l'Europa. Che cosa dobbiamo saper fare? Dove possiamo diventare difficili da sostituire? A lungo trascurata - e i risultati si vedono -la politica industriale non offre scorciatoie: costruisce oggi opzioni per tornare a crescere, ricucire la coesione sociale e guadagnare autonomia strategica.