Chi troppo chi niente. Perché l'Italia non può più permettersi i costi della disuguaglianza. Dagli ordini professionali alla pre

Riferimento: 9788817063067

Editore: Rizzoli
Autore: Ferragina Emanuele
Collana: BUR Futuropassato
In commercio dal: 13 Marzo 2013
Pagine: 221 p., Libro in brossura
EAN: 9788817063067
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Descrizione

Proporre di ridurre la disuguaglianza significa, in ultima analisi, portare alla ribalta un'agenda ormai ignorata da tutti i partiti politici, anche quelli che ne avevano fatto una bandiera. Invocare, finalmente, la ridistribuzione non per scelta ideologica, ma per far funzionare meglio il nostro paese. Ormai sembrano tutti d'accordo: l'Italia deve cambiare. Eppure nessuna delle ricette proposte è ancora riuscita a curare lo Stivale dai suoi mali storici. All'ombra di parole d'ordine quali austerity e taglio del debito si ritrovano a pagare sempre gli stessi, mentre i soliti noti rafforzano i propri privilegi. La nostra penisola è marchiata da crescenti disuguaglianze che deprimono l'economia, esasperano lo scontro sociale, e soprattutto riducono l'efficienza del sistema-paese. È questa la tesi, semplice ma esplosiva, di Emanuele Ferragina, giovane docente espatriato in Inghilterra ed esperto di politiche sociali: occorre ridurre le disuguaglianze, non per ragioni ideologiche, ma per rendere il sistema più funzionale. Il comportamento lobbistico degli ordini professionali; una spesa sociale sbilanciata verso il passato pensionistico e incurante del futuro lavorativo dei giovani precari; il crollo della coesione sociale dovuto alla disuguaglianza crescente; un federalismo ingiusto sbandierato come slogan. Una penetrante indagine sull'iniquità e l'inefficienza del nostro paese, e una ricetta per cambiarlo.