Non è patriarcato. Indagine sui fattori di rischio negli omicidi relazionali ignorati dal pensiero unico

Riferimento: 9791281155800

Editore: Accornero Edizioni
Autore: Pensato Lorena
In commercio dal: 05 Marzo 2026
Pagine: 162 p., Libro in brossura
EAN: 9791281155800
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Descrizione

Sbagliata la diagnosi, sbagliata la cura. Perché, nonostante le mobilitazioni e le nuove leggi, il numero di omicidi in ambito familiare non accenna a diminuire? La risposta di Lorena Pensato è netta: abbiamo smesso di guardare la realtà per inseguire un dogma ideologico. In Non è Patriarcato, l'autrice scardina il Pensiero Unico che riduce ogni tragedia relazionale a una questione di genere o di cultura maschilista. Attraverso un'indagine empirica su oltre 300 storie e l'analisi dei dati amministrativi del triennio 2021-2023, il libro riporta al centro del dibattito i fattori di rischio sistematicamente ignorati: La zona grigia della salute mentale: L'incidenza di disturbi di personalità, depressione maggiore e psicosi che spesso precedono il delitto, ma che vengono derubricati a semplice malvagità o possesso. L'alibi delle dipendenze: il ruolo devastante di droghe e alcol, fattori che la narrativa attuale tende a minimizzare per non sminuire la colpa del patriarcato. Il paradosso dei dati: come una lettura dei dati orientata esclusivamente al genere impedisca di comprendere la reale natura degli omicidi intrafamiliari. Critica alla cultura woke: un'analisi di come il politicamente corretto e la cancel culture abbiano inquinato le strategie preventive e la formazione degli operatori. Lorena Pensato, docente di Scienze Giuridiche ed economiche, esperta in pari opportunità, invita lettori, operatori del settore e istituzioni a uscire dalla comfort zone collettiva. Questo non è solo un saggio d'indagine, ma un appello urgente a riformare istituti obsoleti - come ilvizio di mente - per costruire una prevenzione che salvi vite reali, basata sulla scienza e non sui post sui social. Smetti di ripetere quello che dicono tutti. Inizia a guardare quello che nessuno vuole vedere. Perché se vogliamo salvare delle vite, dobbiamo avere il coraggio di chiamare il male con il suo vero nome.